Dyson 360 Eye

Dyson, leader nella produzione di aspirapolvere, ha presentato con un evento speciale a Tokyo il suo primo robot pulisci pavimenti: il Dyson 360 Eye.

L’azienda inglese, a differenza dei suoi più illustri concorrenti (iRobot, Samsung e LG), ha preferito finora concentrare i propri sforzi commerciali sui classici aspirapolvere potendo contare su una indiscussa qualità dovuta principalmente all’intuizione del proprio fondatore James Dyson di adottare il principio della separazione ciclonica.

Una intuizione di straordinaria efficacia ed estremamente rivoluzionaria poiché la capacità di dividere l’aria aspirata dalla polvere ha reso possibile eliminare il tipico e scomodo sacchetto raccogli sporcizia.

Da parecchi anni i ricercatori e i progettisti della compagnia erano al lavoro per realizzare un prodotto robotizzato altrettanto geniale capace di risolvere definitivamente i classici problemi di questo particolare elettrodomestico.

Problemi relativi essenzialmente alla loro scarsa efficacia nel pulire accuratamente i pavimenti in poco tempo e alla loro naturale predisposizione a rimanere intrappolati tra i vari ostacoli presenti nell’ambiente domestico.

In realtà, l’Eye 360 non è il primo robot della Dyson in quanto già nel 2001 i suoi tecnici realizzarono un primo modello, il DC06.

Alla vigilia della sua presentazione, tuttavia, lo stesso fondatore annullò l’operazione perché insoddisfatto del prodotto.

Grandi dunque sono le aspettative nei confronti di questo dispositivo che si prefigge di conquistare la fiducia incondizionata dei consumatori e di sdoganare le pulizie automatizzate al mercato di massa.

Caratteristiche tecniche

Il Dyson Eye 360 presenta una scocca molto accattivante di color argento e più alta rispetto a quelle che siamo abituati a vedere.

Pesa complessivamente circa 2,4 kg e può aspirare 0,4 litri di polvere e sporcizia.In occasione dell’IFA 2014 di Berlino è stato evidenziato come la capacità e la potenza di aspirazione siano nettamente superiori rispetto ai concorrenti anche se poi sul sito ufficiale viene specificato (in modo piuttosto nascosto a dir il vero), che il raffronto si riferisce al solo mercato giapponese.

Il motore in effetti è il potente ciclonico V2 ma ciò che sorprende è la limitata autonomia della batteria che può arrivare fino ad un massimo di solo 20 minuti.

Il dato è curioso soprattutto se messo a confronto con quello degli iRobot e dei Samsung, in grado di superare l’ora e mezza di funzionamento continuo.

Tuttavia, questa è una scelta ben precisa di James Dyson il quale ha voluto rinunciare ad una batteria performante – ma allo stesso tempo pesante ed ingombrante – a favore della leggerezza e della conseguente agilità nei movimenti per ottenere una maggiore velocità di pulizia dei pavimenti.

Molto interessante è anche il sistema di navigazione derivato dall’integrazione di più tecnologie. Nello specifico, esso è munito di una videocamera panoramica a 360 gradi piazzata sulla parte superiore la cui funzione è di ricavare la planimetria fedele dello spazio circostante e di rilevare gli ingombri e gli oggetti ad ostacolo presenti.

Il sistema è governato da un efficace algoritmo che, basandosi su tre punti di riferimento individuati di volta in volta da sensori ad infrarossi, riesce ad individuare la propria posizione corrente.

Il risultato si concretizza in movimenti fluidi e puliti e in una maggiore capacità di orientamento. Ne guadagna quindi la rapidità delle pulizie e si riducono notevolmente i casi in cui si incastra limitando l’intervento manuale dell’uomo per liberarlo.

Altra scelta innovativa è stata quella di sostituire le classiche ruote con due cingoli di gomma i quali sembrano più adatti a superare gli ostacoli incontrati lungo il percorso a parità di potenza elettrica impiegata dal motore.

L’insieme delle tecnologie e delle soluzioni adottate appaiono fortemente orientate a garantire l’autonomia d’azione del robot. Ciò è importante perché ci permette di lasciare casa durante le pulizie ed essere certi di non trovare al rientro il robot bloccato su un tappeto o in qualche altra situazione simile.

Naturalmente, il dispositivo è in grado di capire autonomamente quando il ciclo di pulizia è terminato oppure quando è necessario ricaricare la batteria e di rientrare alla propria Dock Station.

Dyson ha lavorato molto anche sulla multimedialità sviluppando un’apposita app per smartphone e tablet con cui programmare e controllare il dispositivo.

È possibile impostare i cicli di pulizia per tutta la settimana ed avere un controllo in real time per essere certi del corretto funzionamento del robot.

L’applicazione sarà disponibile gratuitamente per i dispositivi mobili Apple e Android.

Il prezzo dovrebbe è di circa 1050 euro, più caro quindi dei suoi principali avversari.

Si dice che il 360 Eye della Dyson è capace di rivoluzionare il mondo delle pulizie domestiche.